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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 14 aprile 2013, III DOMENICA DI PASQUA (ANNO C), del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana: Dal Vangelo secondo...

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 7 aprile 2013, II DOMENICA DI PASQUA o DELLA DIVINA MISERICORDIA (ANNO C), del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana:...

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 24 febbraio 2013, IV DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C), del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana: Dal Vangelo secondo...

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 9 settembre 2012, XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -ANNO B, del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana: Dal Vangelo...

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 2 settembre 2012, XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -ANNO B-, del biblista Dehoniano Padre Fernando Armellini: Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,1-8.14-15.21-23) In quel tempo, si...

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 15 luglio 2012, XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B, del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana: Dal...

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 8 luglio 2012, XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B, del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana:

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6, 1-6)
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

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Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 1 luglio 2012, XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B, del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana:

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5, 21-43)
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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