Sulla Tua Parola
Commento al Vangelo di Gesù Cristo della XXIV domenica del tempo ordinario del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18, 21-35)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
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La vita è fatta di dettagli, di piccole cose che sono disposte l’una accanto all’altra, senza che tu ti accorga veramente di quanto siano importanti se non perchè ti fermi a guardarle in silenzio, con attenzione.
L’attaccamento all’eucarestia è l’attaccamento a ciò che rende la nostra fede un fatto oggettivo e non soggettivo. Se non ci fosse l’eucarestia, cioè la presenza reale, sostanziale ed oggettiva di Cristo in quel pane, rischieremmo di credere a nostre idee, a nostre proiezioni, paure, insicurezze, sogni a cui abbiamo affibbiato l’appellativo di “Dio”.
