Autore: Mauro

Ecco la tua madre!

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
…continua…

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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo della XXV domenica del tempo ordinario del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Commento al Vangelo del 18 settembre 2011 – don Fabio Rosini

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Benedetta croce!

Sii Benedetto Signore per tutti i doni del tuo incommensurabile Amore. Ti lodo per la malattia di papà che m’ha donato di gustare la tua vicinanza premurosa e l’amicizia di molti. Nei suoi occhi i tuoi occhi, nella sua forza la...

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Coraggio sono Io

Ho sentito il rumore di una porta che si chiude.
Ho pensato: qualcuno è uscito. … Succede di pensare sempre così al rumore di una porta che si chiude.
Ho vagato alla ricerca di chi mi avesse lasciato.
Ma le amarezze erano sempre lì, sedute di fronte a me.
Più in là ho scorto le solitudini che non si erano mosse di un centimetro. Erano lì anche le illusioni, sghignazzanti.
E più in là, in piedi, mi guardavano fisso, come statue di cera, i rimpianti. Gli abbandoni e i tradimenti facevano ancora bella mostra di sé, vicino alla finestra.
Eppure, ho sentito il rumore di una porta che si chiudeva.
Allora sono andato a sbirciare nell’angolo più scuro della stanza, ma i rimorsi erano sempre lì, con occhi di fuoco.
Vicino a loro le nostalgie confabulavano con i ricordi, i quali indicavano, compiaciuti, gli insuccessi e le sconfitte.
Al centro della stanza danzavano allegramente le rinunce e i rifiuti, al suono melodioso delle indifferenze e apatie.

Eppure, ho sentito il rumore di una porta che si chiudeva.
Ebbi paura alla sensazione che qualcuno si era seduto accanto a me. Mi voltai e mi sentii dire: Coraggio: sono io, non aver paura.

Allora ho capito che il rumore di quella porta che si chiude è perché Qualcuno è entrato.

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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