Autore: Mauro

Il Tuo nome è Amore

O Dio
Sono ricolmo di aspirazioni,
sono ricolmo di desideri,
ricolmo di attese

Alcune potranno realizzarsi, altre no,
ma in mezzo a ogni mia soddisfazione o delusione
io spero in te.

So che non mi lascerai mai solo
e adempirai le tue divine promesse.

Anche quando sembra
che le cose non vadano a modo mio,
io so che vanno a modo tuo
e anche alla fine il tuo modo
è il modo migliore per me.

o Signore,
fortifica la mia speranza,
specie quando i miei tanti desideri
non si adempiono.

Fa’ che io non dimentichi mai
che il tuo nome è Amore.
Amen

J.H. Newman

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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo della XXVI domenica del tempo ordinario del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21, 28-32)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Commento al Vangelo del 25 settembre 2011 – don Fabio Rosini

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L'alfabeto orante

Un vecchio ebreo, giunto a tarda età con la mente e la vista appannate, non riusciva più a leggere il suo libro di preghiere e la memoria, dopo aver iniziato anche l’orazione più comune, latitava e si confondeva. Allora decise di fare così: «Reciterò ogni giorno al mattino e alla sera l’alfabeto ebraico per cinque volte e tu, Signore, che conosci tutte le nostre preghiere, metterai insieme le lettere perché compongano le orazioni che non so più ricordare e dire».
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Due amici

Molti anni fa, in Cina, vivevano due amici. Uno era molto bravo a suonare l’arpa. L’altro era dotatissimo nella rara arte di saper ascoltare. Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo diceva: ” Vedo la montagna come se l’avessimo davanti”. Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, colui che ascoltava prorompeva: ” Sento scorrere l’acqua fra le pietre”. Ma un brutto giorno, quello che ascoltava si ammalò e morì. Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò più.

Esistiamo veramente se qualcuno ci ascolta. Il dono più grande che possiamo fare ad una persona è ascoltarla veramente.

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Centralità e arrendevolezza

Per poter superare l’assenza di Dio, Dio ci deve interessare davvero. Altrimenti non possiamo incontrarlo. Detto secondo una terminologia evangelica: per poter pregare noi dobbiamo immergerci nella situazione che è definita Regno di Dio. Dob-biamo riconoscere che Egli è Dio, l’Unico, “dobbiamo arrenderci a Lui” (A. Bloom). Il rapporto con Lui non può sopportare compresenze che ne offuschino la centralità.
…continua…

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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