Autore: Mauro

Noi gli artefici della nostra infelicità…

Leggendo Luca 19,45-48 dapprima ho pensato all’importanza di valorizzare tutti i luoghi di culto e di preghiera in cui mi possa trovare, troppo spesso la superficialità ci porta ad essere in Chiesa e a pensare ad altro, a...

Leggi di più

Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 16 ottobre 2011, XXIX domenica del tempo ordinario, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiàni, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Leggi di più

Viaggio alla fine della notte

Per incontrare la speranza, bisogna andare di là della disperazione. Quando si va sino alla fine della notte, si incontra una nuova aurora. Viaggio al termine della notte è il titolo di un romanzo provocatorio che uno scrittore francese considerato “scandaloso” e irritante, Louis Ferdinand Céline, pubblicò nel 1932. Africa, America o Francia sono per il protagonista, un reduce della prima guerra mondiale, del tutto identiche e spietate: il suo sguardo ironico e disincantato indossa costantemente le lenti offuscate del pessimismo. Ebbene, proprio in quegli stessi anni un altro autore francese, Georges Bernanos, a cui non di rado abbiamo rimandato per le nostre riflessioni, scriveva le righe sopra citate che ripropongono un altro viaggio sino alla fine della notte. Ma il suo è un messaggio antitetico: per Céline c’è sempre e solo buio, per Bernanos non può non esserci un’altra alba, come accade per ogni nostra giornata. S’incontrano o, meglio, si scontrano due concezioni antitetiche che potremmo rubricare sotto le voci «pessimismo/ottimismo», ma che in verità sono più profonde. In esse ci imbattiamo spesso non solo nelle piazze della storia, ma persino nel campo aperto della nostra anima. C’è, da un lato, il tempo del non-senso, quando il nostro pensare è esangue e sbiadito, il nostro parlare è vuoto e scipito, il nostro agire scialbo e infruttuoso. Questo pallore cadaverico che la vita acquista nasce da una crisi interiore più grave di una malattia fisica. Bisogna porvi mano, lottando a denti stretti per ritrovare, d’altro lato, una diversa tensione, quella che ti mette in cammino verso la fine della notte, rendendoti ancora desideroso dell’aurora che sta per spuntare e delle ore di una nuova giornata.

Gianfranco Ravasi

Leggi di più

Meditazione

Non disprezzare il peccatore, poiché tutti siamo colpevoli. Se, per amore di Dio, ti alzi contro di lui, piangi piuttosto su di lui. Perché lo disprezzi ? Disprezza piuttosto i suoi peccati e prega per lui, per essere simile a Cristo, che non si è irritato contro i peccatori, bensì ha pregato per loro (Lc 22,32) … Perché, o uomo, disprezzare il peccatore ? Sarà forse perché non è stato giusto con te ? Ma dov’è la tua giustizia, se non hai l’amore ?

Sant’Isacco Siriano

Leggi di più

Tre X uno

Potrebbe sembrare poco rispettoso rivolgersi così alla Santissima Trinità, ma di fatto la vita di Dio non è mai una somma, o una sottrazione ma sempre una moltiplicazione. Vivere “per” qualcuno significa moltiplicare la gioia, moltiplicare la vita, moltiplicare il senso. Quando uno vive “sommando” la propria esistenza all’altro prima o poi vivrà il dramma della “sottrazione” dell’altro. Ugualmente se vive “sottraendo” felicità e vita agli altri, prima o poi paga questa usurpazione, che è l’usurpazione dell’egoismo. Dio ci insegna a investire. Dio ci insegna a rischiare la nostra vita “per” qualcosa. La solitudine non è la perfezione. L’autosufficienza non è la perfezione. La perfezione è la precarietà di rischiare continuamente di vivere in “comunione” con gli altri, pagando a volte a caro prezzo questa “comunione”. Gesù ci insegna questo: “Non c’è amore più grande di questo: DARE la vita per i propri amici”.

Don Luigi Maria Epicoco

Leggi di più

Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

Alcune proposte

Archivio