Autore: Mauro

Il tesoro svelato

Dio disse: Io ero un tesoro che nessuno conosceva. Allora volli essere conosciuto. Per questo creai l’uomo. «Voglio avvicinarmi per osservare questo spettacolo straordinario: perché questo roveto brucia» senza consumarsi? (Esodo 3,3).
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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 13 novembre 2011, XXXIII domenica del tempo ordinario, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 14-30)
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.]
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
[Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.]
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

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Sorpresa tra le dune

Un uomo si era perduto nel deserto e si trascinava da due giorni sulla sabbia infuocata. Era ormai giunto allo stremo delle forze.
Improvvisamente vide davanti a sé un mercante di cravatte. Non aveva con sé nient’altro: solo cravatte. E cercò subito di venderne una al pover’uomo, che stava morendo di sete.
Con la lingua impastoiata e la gola riarsa, l’uomo gli diede del pazzo: si vende una cravatta a uno che muore di sete?
Il mercante alzò le spalle e continuò il suo cammino nel deserto.
Alla sera, il viaggiatore assetato, che strisciava ormai sulla sabbia, alzò la testa e rimase allibito: era nel piazzale di un lussuoso ristorante, con il parcheggio pieno d’automobili!
Una costruzione grandiosa assolutamente solitaria in pieno deserto.
L’uomo si arrampicò a fatica fino alla porta e, sul punto di svenire, gemette: «Da bere, per pietà ».
«Desolato, signore», rispose il compitissimo portiere, «qui non si può entrare senza cravatta».

Ci sono persone che attraversano il deserto di questo mondo, con una sete smodata di esperienze piacevoli e bramosie di ogni tipo.
Trattando da poveri pazzi quelli che cercano di presentare il Vangelo. È un messaggio così assurdo nel loro deserto!
Ma quando vorranno entrare nell’«Hotel del Signore”, verrà loro detto: «Desolato, qui non si può entrare senza un cuore rinnovato».

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La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita

“La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita”; inizia così il Messaggio che il Consiglio episcopale permanente della Cei ha diffuso oggi in vista della 34esima Giornata nazionale per la vita, che la Chiesa italiana celebra la prima domenica di febbraio. Il messaggio è rivolto in particolare ai giovani, perché siano educati “a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo”. Una sfida centrale: in gioco è la ricchezza dell’esistenza di tutti. “L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso”.Per educare i giovani alla vita, continuano i vescovi nel Messaggio, “occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso”.

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Cercare e trovare

Colui che cerca non deve fermarsi fino a quando non avrà trovato; quando avrà trovato, resterà stupito; quando si sarà stupito, regnerà; quando avrà iniziato a regnare, troverà riposo.

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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