Autore: Mauro

Festa al castello

Il villaggio ai piedi del castello fu svegliato dalla voce dell’araldo del castellano che leggeva un proclama nella piazza.
“Il nostro signore beneamato invita tutti i suoi buoni e fedeli sudditi a partecipare alla festa del suo compleanno. Ognuno riceverà una piacevole sorpresa.
…continua…

Leggi di più

Se Dio educa con il suo silenzio

Mi avevano chiesto di predicare dei ritiri in Bangladesh e durante uno di questi ho chiesto di incontrare delle mamme e dei papà che hanno un bambino con un handicap. Ho parlato dell’importanza della persona con un handicap, del suo posto nella società e nella chiesa.
…continua…

Leggi di più

Parole di Luce

“Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? ?Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me” (Mt 25,31-46).

Non vogliamo scoprire alla sera della vita che abbiamo amato troppo poco

Certo sarebbe davvero doloroso sentirci ripetere nel giorno in cui il Signore ci donerà di rivedere la nostra vita: “avevo fame e non mi hai dato da mangiare, sete e non mi hai dato da bere, ero in carcere e non sei venuto a trovarmi…”. Sono davvero forti le parole di questo passo del vangelo.

Imprimi a fuoco nel nostro cuore queste semplici parole Signore: “tutto ciò che non abbiamo fatto a uno dei nostri fratelli più piccoli non lo abbiamo fatto a te”.

Non vogliamo scoprire alla sera della vita che abbiamo sprecato tanto tempo prezioso e abbiamo amato troppo poco!

Chiara Amirante

Leggi di più

Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 20 novembre 2011, XXXIV domenica del tempo ordinario, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 31-46)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

Leggi di più

Ringraziare

Un’insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore.
Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero quei bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato dolci o tavole imbandite.

L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile.
Ma la mano di chi?

La classe rimase affascinata dall’immagine astratta.
“Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare” disse un bambino.
“Un contadino” disse un altro “perché alleva i polli e le patatine fritte”.

Mentre gli altri erano al lavoro, l’insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano.
“E’ la tua mano, maestra” mormorò il bambino.

Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino e lo accompagnava all’uscita.
Lo faceva anche con gli altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.

Leggi di più

Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

Alcune proposte

Archivio