Autore: Mauro

Quello che abbiamo

L’anziano monaco interrogò l’aspirante novizio: «Se tu avessi tre monete d’oro, le daresti ai poveri?». «Di tutto cuore, padre!». «E se tu avessi tre monete d’argento?». «Molto volentieri le darei». «E se avessi tre piccole monete di rame?». «No, non le darei!». Stupito, il monaco gli chiese: «Perché mai?». Il novizio rispose: «Perché io ho tre monete di rame!». (dai detti dei Padri del deserto)

Siamo disposti a dare sempre quello che non abbiamo. Perchè quello che abbiamo è troppo difficile darlo. Così riduciamo la nostra vita, e a volte anche il nostro cristianesimo, a grandi proclami e propositi, che sono tanto grandi quando rassicuranti, perchè irrealizzabili. Il problema di accettare una grande esigenza sta nel mettere sul banco quello che abbiamo in tasca, quello che siamo, quello che realmente abbiamo. Dio non ci chiede mai cose che non abbiamo, ci chiede cose che sono alla nostra portata perchè “esistono”, non sono “ipotetiche”. Ma con la scusa che “tre monete di rame” non valgono poi così tanto, preferiamo rimandare ai tempi in cui qualche “gratta e vinci esistenziale” rimpingui le nostre tasche e ci permetta di fare bella figura.
Bella figura…Bella proprio…

don Luigi Maria Epicoco

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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 22 gennaio 2012, III settimana del tempo ordinario, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 14-20)
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

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L’Amore di Dio

Solo l’infinita pienezza del divino può riempire l’infinito vuoto dell’umano (Pascal). Lasciamoci travolgere dall’Amore di Dio. Perché avvenga dedichiamoGli del tempo, custodiamo il silenzio, dialoghiamo col cuore e amiamo...

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Credere come "direzione"

Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Seneca).
Il vero dramma che viviamo non si trova nelle circostanze che dobbiamo affrontare ma in quella mancanza di direzione che a lungo andare ci uccide tormentandoci con l’angoscia. Forse la cosa più interessante di Cristo non è “una vita da favola” (che non promette), ma una “direzione” da seguire nonostante i venerdì santo che siamo costretti a vivere. E una direzione è tale perchè ha in se una meta, non solo il viaggio. Credere è avere una meta, e non sconti sul viaggio.

don Luigi Maria Epicoco

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Il segreto di Magic Johnson

L’incantesimo sembrò rompersi vent’anni fa. Era il 7 novembre del 1991. In una scioccante conferenza stampa, Earvin «Magic» Johnson, il mago dei parquet, rivelò di essere malato di Aids e dichiarò di voler ritirarsi dal basket. Fu un colpo durissimo per lo sport mondiale.
…continua…

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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