Autore: Mauro

​L'ora di religione a scuola

L’ora di religione a scuola è aperta a tutti e i confini tra le religioni non sono fossati invalicabili ma soglie per entrare in una relazione di dialogo rispettoso.

Avvenire

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Non vi è niente di più bello che conoscere Cristo

Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere Lui e comunicare agli altri l’amicizia con Lui. Chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella, e grande. No! Solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana.

Benedetto XVI

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Dovunque!

Dovunque io vada, Tu! Dovunque io sosti, Tu! Solo Tu, ancora Tu, sempre Tu! …Cielo, Tu, terra, Tu, sopra Tu, sotto Tu! Dovunque giro, dovunque ammiro, solo Tu, ancora Tu, sempre Tu!

Martin Buber

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La Luce dentro

Guarda, rispondimi, Signore mio Dio, conserva la luce ai miei occhi, perché non mi sorprenda il sonno della morte (Sal 13,4). La luce che penetra ogni avvenimento è vita e ogni creatura trova colore. La luce svela il vero, fare luce sugli eventi è acchiapparne il senso, un volto solare sprigiona la luce della gioia interiore. Senza luce, invece, si rischia di inciampare, di cadere, di sbattere contro l’incerto. Peggio ancora quando al buio si è convinti di ciò che è contrario, si crede di conoscere senza capire, di toccare senza comprendere. Al buio, dentro, si fa fatica a riconoscere l’amico o il nemico, il trasparente o l’opaco, la verità o la menzogna. Solo la luce, dentro, permette di dirsi il vero e costruire il giusto cammino, di scegliere ciò che è giusto senza essere costretti dalla paura, di avanzare al momento giusto, favorevole, senza improvvisare percorsi, senza provare a indovinare. Chi ha detto che è preferibile rimanere ciechi, ma potenti, colmi di denaro, di poltrone, di successo? Quelli che dicono di vedere senza Luce, che non sono ciechi benché l’oscurità della mente, restano prigionieri della morte. Il Signore è mia luce, mia salvezza, e illumina i miei occhi perché non vacilli e non cada. La morte ultima incute timore, ma è terribile vivere da morti tutta la vita.

avvenire

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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 12 febbraio 2012, VI settimana del tempo ordinario, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana :

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 40-45)
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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