Autore: Mauro

Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 25 marzo 2012, V settimana di Quaresima, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana:

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12, 20-23)
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

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Parola di Luce

“Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?». 
Gli rispose il malato: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me». 
Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». 
E sull’istante quell’uomo guarì” (Gv 5,1-16).

Correre nella via dell’Amore
Quante volte a causa di ferite profonde del cuore ci sentiamo paralizzati nell’ amore. Paralizzati da mille paure: la paura del tradimento, dell’abbandono, la paura di essere usati e gettati, la paura di essere giudicati, di non essere accettati, di essere vulnerabili e ricevere nuove ferite. Signore tu sei Colui che ci guarisce e noi vogliamo presentarti tutte le nostre ferite che ci paralizzano nell’amore. Guarisci il nostro cuore Signore perché possiamo alzarci dal nostro lettuccio e correre nella via dell’Amore che tu hai tracciato per noi.

Chiara Amirante

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Marko Ivan Rupnik: il discernimento

Marko Ivan Rupnik, gesuita sloveno, celebre artista e mosaicista cattolico, insegna alla Pontificia Università Gregoriana ed alla Facoltà di Liturgia cattolica del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Dal 1999 è consultore del Pontificio Consiglio per la Cultura. Oltre all’attività di artista e di teologo si dedica da sempre anche a quella più specificamente pastorale, soprattutto attraverso conferenze e la guida di corsi ed esercizi spirituali.
E’ autore del libro “Il Discernimento”.

Parte 1:

Parte 2:

Parte 3:

Parte 4:

Regina Mundi

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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 18 marzo 2012, VI settimana di Quaresima, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana:

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 14-21)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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