Autore: Mauro

Mani di Speranza

O Dio, tu vivevi, e io non ne sapevo niente. Avevi fatto il mio cuore a tua misura, la mia vita per durare quanto Te, ma poichè Tu non eri presente, il mondo intero mi pareva piccolo e stupido e il destino degli uomini insulso e cattivo. Quando ho saputo che Tu vivevi, Ti ho ringraziato di avermi fatto vivere, Ti ho ringraziato per la vita del mondo intero.

Madeleine Delbrèl

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Sotto la croce

Il Vangelo ha una logica tutta sua, per certi versi “assurda”, che spesso si differenzia dalla logica del mondo. Quella del Vangelo è la logica della croce, della gratuità, del servizio, del perdono: non è facile seguirla, soprattutto quando il mondo prende un’altra direzione.
Il mondo che direzione ha preso? Forse non lo sa nemmeno lui.
Il Vangelo di Cristo, invece, nella sua umiltà, ha la pretesa forte di donare una direzione chiara e bella ad un mondo che non sa dove andare.
Gesù ti chiede di rischiare con fiducia, di gettarti, anche se nessuno ti segue.
Non senti? Ascolta bene. Il Signore ti chiama sotto la croce. Abbracciala, guarda solo avanti, non preoccuparti troppo di quanti ti circondano. Vale la pena di proseguire anche da soli.

Don Alessandro Franzoni

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Il Tempo

Il Tempo non è mai banale, non è mai ripetitivo né inutile…..
Il Tempo è scelta: la scelta di amare o di restare indifferenti, di perdonare o di lasciarsi consumare dal rancore, di vedere il bene o di accanirsi nel lamento sul male, di impegnarsi per tirar fuori il bello del nostro cuore o di lasciarsi vivere noiosamente…..
Il Tempo ha conosciuto la scelta del Signore Gesù….
La tua quale sarà?
Buon Triduo Pasquale…. di cuore

Don Manuel Beltrami

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Il grido del Figlio abbandonato…

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Sal 22,1). Questo grido che raccoglie le ultime forze del Cristo ormai esausto sulla Croce attraversa il cosmo e penetra nei cieli, ma sembra lasciare insensibile il cuore di Dio.Eppure sta scritto: «Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito» (Eb 5,7). Come venne esaudito? Proprio lasciandolo andare fino in fondo nella consumazione del suo sacrificio di obbedienza spontaneamente accettato per amore.
Abbandonato dal Padre, il Figlio a Lui si abbandona: ecco l’esaudimento. Gesù arriva ad abbandonarsi a Chi lo ha abbandonato. Così supera la prova della solitudine.
Non poteva esserci agonia umanamente più desolata e superamento della disperazione più risoluto, nel totale svuotamento di sé.
Per questo ogni uomo – credente o ateo – che soffre e che muore facendo l’esperienza del silenzio e dell’abbandono da parte di Dio, non è più solo. Non è più solo, perché il Cristo fino alla fine dei secoli continua in ognuno a gridare: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?, affondando la solitudine e l’abbandono in quell’abisso d’amore dove sono sempre aperte le braccia accoglienti del Padre.

M. Anna Maria Cànopi osb

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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