Autore: Mauro

Amen

La parola ebraica «Amen» deriva da una radice che significa «credere» come anche «saldezza, affidabilità e fedeltà».
«Chi dice “Amen” appone la propria firma su qualcosa» (Agostino).
Possiamo esprimere questo «si» incondizionato perchè Gesù si è rivelato fedele e affidabile con la sua morte e risurrezione.
E’ egli stesso il «si» umano a tutte le promesse di Dio, allo stesso modo in cui egli è il «si» definitivo di Dio rivolto a noi.

Youcat

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La gioia del cielo

Noi desideriamo la gioia del cielo, dove si trova Dio.
Ma noi possiamo essere in cielo già adesso ed essere felici insieme a lui esattamente in questo momento.
Essere felici insieme a lui adesso significa aiutare come egli aiuta, dare come egli dà, servire come egli serve, salvare come egli salva, amare come egli ama; stare insieme a lui ventiquattro ore al giorno, incontrarlo nelle sue vesti misere.
E infatti egli ci dice: “Ciò che avete fatto al più piccolo, lo avete fatto a me.”

Madre Teresa di Calcutta

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Sulla Tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo del 13 maggio 2012, VI Domenica di Pasqua, del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana:

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-17)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

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Il cammino particolare

Rabbi Bar di Radoschitz supplicò un giorno il suo maestro, il Veggente di Lublino: “Indicatemi un cammino universale al servizio di Dio!”
E lo zaddik rispose: “Non si tratta di dire all’uomo quale cammino deve percorrere: perchè c’è una via in cui si segue Dio con lo studio e un’altra con la preghiera, una con il digiuno e un’altra mangiando. E’ compito di ogni uomo conoscere bene verso quale cammino lo attrae il proprio cuore e poi scegliere quello con tutte le forze”.

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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