Autore: Mauro

Sulla Tua Parola

Breve commento al Vangelo di Gesù Cristo del 10 giugno 2012, Corpus Domini, del biblista don Fabio Rosini (l’ideatore del corso dei Dieci Comandamenti) dai microfoni di Radio Vaticana:

Dal Vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

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Come vivere la Celebrazione Eucaristica

Viviamo ogni Celebrazione Eucaristica con tutto il cuore, preparandoci bene, con molto impegno, con la consapevolezza che in ogni Messa c’è una grazia particolare che può raggiungerci solo se il nostro cuore è nella giusta...

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Il cesto di vimini

Il giovane novizio si recò dal vecchio eremita.
Quel giorno era terribilmente sfiduciato: tutti gli sforzi per migliorare nel bene gli risultavano inutili.

«Padre», disse con tristezza, «io lascio tutto e ritorno nel mondo. La mia vita spirituale è come un cesto di vimini: l’acqua della Parola e dell’Amore di Dio vi scorre tutta via!»

Con dolcezza gli ripose il vecchio eremita:
«Fratello, tu forse non comprendi tutto il vero.
L’acqua della grazia di Dio, nel cesto del tuo cuore, compie almeno due meraviglie: lo lava, e un cesto pulito può essere utile a molte cose; e rende più resistenti le giovani fibre perché possa durare di più al servizio di Dio e degli uomini ».

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Il ripiegamento su noi stessi è la tomba dell’amore

Non cediamo mai alla tentazione del ripiegamento su noi stessi perché è la tomba dell’amore. E’ fondamentale custodire la semplicità e saper dire ciò che ci mette in difficoltà ciò che ci fa soffrire. E’ bello saper comunicare le nostre emozioni, sentimenti, paure, imparare a perdonare e a chiedere perdono alle persone che diciamo di amare; senza la capacità di perdonare e di chiedere perdono l’amore non può sopravvivere.

Chiara Amirante

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La pietra viva

“Avvicinandovi a lui, pietra viva, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale” (1Pt 2,4-5).
Essere vivi di una vita ricevuta, essere grati di una vita ricevuta, essere disponibili a una vita ricevuta. Non accontentativi di una vita fabbricata, programmata, prevedibile, misurata dentro il cortile dei progetti costruiti sulle misure delle risorse disponibili. Stringendovi a Lui, pietra viva anche voi venite impiegati come pietre vive. Come sarà questo stringersi a lui, se non la sorpresa dell’attrattiva? Vivete quindi di gratitudine e di meraviglia e imparate a pregare. Siete pietre vive, se non si spezza la comunione con Lui, pietra viva. Imparate vivere la messa della domenica, come la grazia di essere una Chiesa, che vive di una vita ricevuta. Ricordatevi che non è proibito andare a messa tutti i giorni. Imparate a pregare come Lui ha insegnato, imparare a dire il Padre nostro, al mattino, alla sera, davanti alla vita, davanti alla morte.
Esercizio spirituale: prega ogni giorno il Padre nostro, chiedendo allo Spirito Santo di insegnarti a pregare come Gesù prega il Padre.

Monsignor Delpini

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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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