Autore: Mauro

Domenica della Divina Misericordia : indulgenza plenaria

Domenica 11 aprile 2010, seconda domenica di Pasqua, Festa della Divina Misericordia:
Si concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della “Divina Misericordia”, in qualunque chiesa o oratorio, con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento dell’Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (ad esempio «Gesù Misericordioso, confido in Te»).

per ulteriori approfondimenti : www.festadelladivinamisericordia.com

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Rabbunì!

“Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
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Dalla Croce alla Luce

È un dato storico: la via per la Risurrezione passa per la Croce.
Non si accetta di buon grado questa realtà… si riesce solo affidandosi a chi ha già percorso questa strada: Gesù!
Coraggio: stendi le braccia sulla Croce, in atto d’abbandono, e allora sarà Pasqua, quella Pasqua eterna ove proprio dalle ferite dei chiodi sfolgorerà la Luce vera…
E griderai: “Mia gioia, Cristo è risorto”.
Alleluia, è veramente risorto: AUGURI!

Elisa Ordo Virginum

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Quinta domenica di Quaresima

“Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poichè insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Gv 8,1-11
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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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