Cedri e palme
Ci sono maestri-cedro e maestri-palma. I primi levano verso il cielo i loro rami irraggiungibili, carichi di frutti. I secondi, invece, hanno i datteri già nei loro rami bassi e anche chi è piccolo può afferrarli e gustarli.
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Su di un muro di Roma, campeggia una scritta clandestina fatta con le bombolette: “Se lo Stato è innocente, Cristo è morto di freddo”. Quando qualche giorno fa l’ho letta, non ho potuto fare a meno di sorridere, immaginando l’autore del gesto nel suo “estro artistico”, provando a immedesimarmi in lui.
Vorrei dire una parola sulla parte che la croce ha nella nostra vita. Se vogliamo essere seguaci di Cristo, dobbiamo prendere ogni giorno la nostra croce e seguirlo. Non possiamo pretendere di sedere alla destra o alla sinistra del Padre se prima non abbiamo bevuto dal calice.
Un domenica, alla porta della chiesa, fu appeso questo cartello: “Per consentire a tutti di venire in chiesa domenica prossima, abbiamo organizzato una speciale domenica senza scuse”.
Dobbiamo essere liberi dalla paura. Non è il potere che corrompe, ma la paura. Il timore di perdere il potere corrompe chi lo detiene e la paura del castigo da parte del potere corrompe chi ne è soggetto.
