Autore: Mauro

Lettura Sapienziale (parte prima)

La lettura sapienziale è il leggere la storia e gli eventi scoprendo che tutto è grazia, tutto è dono, tutto è meraviglia! Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano
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Preghiera di un pastore al Buon Pastore

O Cristo mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere sulle tue spalle me, pecorella smarrita (Lc 15,5), e farmi pascolare in pascolo verdeggiante e nutrirmi con le acque della retta dottrina (Sal 22,2) per mezzo dei tuoi pastori, i quali, nutriti da te, han poi potuto pascere il tuo gregge… Ora, Signore, tu mi hai chiamato… a servire i tuoi discepoli. No so con quale disegno tu abbia fatto questo; tu solo lo sai.

Tuttavia, Signore, alleggerisci il pesante fardello dei miei peccati, con i quali ho gravemente mancato; monda la mia mente e il mio cuore; guidami per la retta via (Sal 22,3) come una lampada luminosa; dammi una parola franca quando apro la bocca; donami una lingua chiara e spedita per mezzo della lingua di fuoco del tuo Spirito(At 2,3) e la tua presenza sempre mi assista.

Pascimi, o Signore, e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non mi pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo Spirito buono mi indizzi sulla retta via perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all’ultimo.

San Giovanni Damasceno (circa 675-749)
monaco, teologo, dottore della Chiesa

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Sulla tua Parola

Commento al Vangelo di Gesù Cristo della IV domenica di Pasqua del biblista don Fabio Rosini dai microfoni di Radio Vaticana

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10, 1-10)
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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Come difendersi dal deserto che avanza

Uno tsunami di chiacchiere, un’alluvione di sciocchezze e pure idiozie, una tracimazione di banali o ridicoli “secondo me” che pretenziosi sentenziano su tutto e tutti…
Come difendersi da questo assordante assedio di tv, internet e altri media che ci fanno perdere di vista la realtà e perfino la cognizione di noi stessi (e che forse proprio per far perdere la cognizione del dolore vengono fatti dilagare)?

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Il vento e le candele

L’assenza affievolisce le passioni mediocri ma accresce le grandi, come il vento spegne le candele e ravviva il fuoco. «La lontananza, sai, è come il vento, che fa dimenticare chi non s’ama-»: così ripeteva una canzone degli anni Sessanta, rimodulando un motivo non raro nella letteratura di tutti i tempi.
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Don Ulisse

Don Ulisse Bresciani

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