SPERANZA
Voglio augurarvi un buon Natale, ma ancora di più un santo Natale. La chiamata alla santità parte da qui, dalla Speranza che si fa carne, che viene in mezzo a noi, dimora e mangia con noi e ci dice di aver coraggio e che sarà con noi fino alla fine del mondo.
L’essere santi e la chiamata alla santità è proprio nello stare con Gesù, alla sua presenza ogni giorno fino alla fine del mondo ed oltre nell’eternità a noi promessa, dove la speranza sarà certezza.
Vi lascio con questo poema dello scrittore cubano Alexis Valdés, già citato da Papa Francesco nel libro “Ritorniamo a sognare“, dal titolo SPERANZA, con un augurio di un santo Natale a tutti.
Quando la tempesta passa
e le strade sono domate,
e noi siamo sopravvissuti a
un naufragio collettivo.
Con un cuore piangente
e un destino benedetto
ci sentiremo felici
solo per essere vivi.
E daremo un abbraccio
al primo sconosciuto.
E loderemo la fortuna
di conservare un amico
E poi ricorderemo
tutto ciò che abbiamo perso
E impareremo finalmente
tutto quello che non avevamo imparato.
Non saremo più invidiosi
perché tutti avranno sofferto.
Non saremo più pigri.
Saremo più compassionevoli.
Ciò che appartiene a tutti varrà più di
quanto non abbiamo mai raggiunto
Saremo più generosi
e molto più impegnati.
Capiremo quanto sia fragile
essere vivi,
suderemo l’empatia
per chi c’è e per chi se ne andato.
Ci mancherà il vecchio
che chiedeva un soldo nel mercato
Che non sapemmo mai il suo nome
e sempre stette al tuo fianco
E forse il povero vecchio
era il tuo Dio camuffato.
Mai domandasti il nome
perché andavi di fretta.
E tutto sarà un miracolo
e tutto sarà un’eredità
e la vita
la vita che abbiamo mantenuto sarà rispettata.
Quando la tempesta passerà
chiederò a Dio, scusa,
chiederò di restituirci migliori,
come ci avevi sognato.

