Se lasciate a se stesse, le faccende umane possono solo seguire la legge della mortalità, che è la più certa e implacabile di una vita spesa tra la nascita e la morte.
È la facoltà dell’azione che interferisce con questa legge perché interrompe l’inesorabile corso automatico della vita quotidiana.
Il corso della vita umana diretto verso la morte condurrebbe inevitabilmente ogni essere umano alla rovina e alla distruzione se non fosse per la facoltà di interromperlo e di iniziare qualcosa di nuovo, una facoltà che è inerente all’azione, e ci ricorda in permanenza che gli uomini anche se devono morire, non sono nati per morire, ma per incominciare.

Hannah Arendt, Vita activa

Alcuni testi per approfondire:
Vita activa di Hannah Arendt
Filosofia della nascita di Silvano Zucal

Mauro