Il cristiano è chiamato a testimoniare o difendere? Testimoniare o fare apologia?
Potremmo dire che il testimoniare ha a che fare con il sistemico mentre il difendere con il sintomatico.
Sintomatico vuol dire che intervengo su un sintomo, un problema che si presenta in quel momento storico.
Il testimoniare ha a che fare invece con una dimensione più assoluta, testimoniare un vissuto.
Potremmo ad esempio vedere un’ applicazione di ciò con un esempio pratico sul matrimonio.
Il matrimonio è fra un uomo e una donna; questa affermazione può essere fatta testimoniando questa verità oppure opponendosi alle proposte “alternative” offerte dal secolo, difendendo la posizione uomo/donna.
Se applichiamo la difesa stiamo parlando di una difesa sintomatica e quindi ci scaglierà contro un’ideologia (non solo uomo e donna) emersa in quel dato momento storico. Una difesa di questo tipo è un’interruzione della comunicazione: io affermo e da lì non mi sposto (non dialogo). E’ un muro contro muro.
Noi cristiani siamo però chiamati a testimoniare invece la bellezza dell’unione fra uomo e donna (immagine e somiglianza di Dio) e questo per almeno due motivi:
- uno perché questa è la realtà che conosciamo (non ha senso dire cosa non va nell’unione omosessuale, che mediamente conosciamo solo come teoria o come esperienza altrui, conviene testimoniare cos’è la bellezza fra uomo e donna che conosciamo e viviamo);
- in secondo luogo perché non è un’interruzione al dialogo, anzi la testimonianza può suscitare quella “curiosità” sincera nel vedere un vissuto che attrae, che da senso; ecco che allora si apre una via al dialogo, ma ad un dialogo non primariamente fra me (ego) e l’altro (alter) ma fra DIO (Alter) e l’altro (alter) di cui sono una mediazione, un mezzo. Questo è essere al servizio del Regno.
Mentre la testimonianza ha a che fare con la Verità, l’opposizione ha a che fare con l’imposizione di una Verità (ma è ancora verità quella che sto comunicando se la devo imporre?) che non si è ancora incontrata e quindi non si può accogliere.
Siamo quindi chiamati non ad accusare il fratello ma a testimoniare la nostra in bellezza in Dio, una bellezza per tutti (la Verità).
Mauro

