SANTITA’ NELLA PROVA
Dalla seconda lettera di S. Paolo ai Corinzi (2 Cor 12,710)
Per questo, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. 8A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. 9Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. 10Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.
Da un testo di H. Nouwen
Una volta vidi uno scalpellino rimuovere grandi pezzi del blocco di roccia su cui era al lavoro. Fantasticando pensai: “Quella roccia deve soffrire terribilmente. Perchè quell’uomo la ferisce con tanto accanimento?”. Ma continuando ad osservare, vidi emergere gradualmente dalla pietra la figura di un aggraziato danzatore. Mi parve che mi guardasse immaginai che mi dicesse: “Sciocco, non sapevi che ho dovuto soffrire per entrare nella mia gloria? (Lc 24,25)”. Il mistero della danza di cui parliamo è che i suoi movimenti si scoprono nel dolore. Guarire è lasciare che lo Spirito Santo mi chiami a danzare, a credere nuovamente, anche tra le lacrime, che Dio orchestrerà e guiderà la mia vita.
Preghiera
Signore ti lodiamo e ti ringraziamo perché tu non ci abbandoni mai nei momenti di gioia come in quelli della prova; fa che anche nelle difficoltà noi possiamo lasciarci coinvolgere dalla tua presenza che dà pace e speranza.

