Secondo il mondo greco la verità è “svelamento di ciò che è nascosto” (a-lètheia). In ebraico, invece, la parola corrispondente a “verità” è emet, termine che designa la fedeltà e la confidenza in qualcuno: per i Greci la verità è qualcosa da possedere, per il mondo della Bibbia è Qualcuno, da cui lasciarsi possedere in una relazione d’amore, che si sperimenta nel corso di una storia. Il contrario della verità per i Greci è l’errore o la menzogna, per la Bibbia è la rottura di un legame di fiducia e di fedeltà.
Designando Gesù come verità, la fede delle origini intende allora indicare che nel Nazareno è apparsa agli uomini la fedeltà di Dio una volta per sempre, e che questa fedeltà sarà estesa a ogni ora del tempo dalla potenza dello “Spirito di verità”.
Bruno Forte

