I “poveri del Signore” ripongono totalmente in Dio la loro fiducia e la loro certezza. Povertà significa apertura alla sorpresa dell’Eterno, e perciò rinuncia a gestire da soli la propria vita; povertà è vivere il futuro progettato ed edificato a partire dall’uomo nella prospettiva del primato assoluto di Dio, che raggiunge e trasforma nella libertà tutto ciò che esiste. Vivere lo Spirito della povertà significa allora essere aperti all’Eterno, liberi da sé per appartenere a Lui, disponibili a lasciarsi raggiungere e turbare dalla sua venuta, pronti ad abbandonare ogni sicurezza raggiunta per accettare di stabilirsi nella fedeltà sempre sorprendente di Dio.
Bruno Forte

