Il Padre ci comandò di seguire il Verbo non perché avesse bisogno del nostro servizio, ma per darci la salvezza. Seguire il Salvatore, infatti, è partecipare della salvezza, come seguire la luce significa essere circonfusi di chiarore. Chi è nella luce non è certo lui ad illuminare la luce e a farla risplendere, ma è la luce che rischiara lui e lo rende luminoso. Egli non dà nulla alla luce, ma è da essa che riceve il beneficio dello splendore e tutti gli altri vantaggi.
Così è anche del servizio di Dio : non apporta nulla a Dio, e d’altra parte Dio non ha bisogno del servizio degli uomini ; ma a quelli che lo servono e lo seguono egli dà la vita, l’incorruttibilità e la gloria eterna… Dio ricerca il servizio degli uomini per avere la possibilità, lui che è buono e misericordioso, di riversare i suoi benefici su quelli che perseverano nel suo servizio. Mentre Dio non ha bisogno di nulla, l’uomo ha bisogno della comunione con Dio. La gloria dell’uomo consiste nel perseverare al servizio di Dio.
E per questo il Signore diceva ai suoi discepoli : “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15, 16) … E ancora: “Voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria” (Gv 17,24)… Di loro Dio dice in Isaia: “Dirò al settentrione: Restituisci, e al mezzogiorno: Non trattenere; fà tornare i miei figli da lontano e le mie figlie dall’estremità della terra, quelli che portano il mio nome e che per la mia gloria ho creato” (Is 43,6-7).
Sant’Ireneo di Lione

