A Nazaret nell’anno 7 avanti la nostra era, una fanciulla di non più di 15 anni intuì per illuminazione divina che un mistero stava avvenendo in lei: Dio la chiamava a divenire il luogo, nel suo cuore e nel suo corpo, dove inserirsi fisicamente nel mondo come Salvatore, uomo Dio in Cristo Gesù. La lunga attesa dell’uomo di vedere Dio era finalmente finita: Dio in carne ed ossa ora si faceva nostro concittadino per condividere dal di dentro, e poi riscattarla, tutta la nostra esistenza umana.
E’ il mistero dell’Incarnazione, il più tipico del Cristianesimo, che si esprime bene con 1’immagine di uno SPOSALIZIO tra divinità e umanità, perchè la nostra fragile umanità sia divinizzata. Scrive Sant’Agostino: “L’utero della Vergine fu la stanza nuziale, poichè è la che si sono uniti lo Sposo e la sposa, il Verbo e la carne” (1Gv 1,2). Quel giorno l’umanità scoprì una solidarietà inaudita; l’uomo si trovò in casa un parente ricco e potente, che gli cambiò destino: “A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12). Dio assume il tempo e questo diventa eterno!