Gesù, nella sua evangelizzazione, si è fatto prossimo all’ uomo della Palestina, ha condiviso la vita degli uomini, dei pescatori del lago, ha lavorato come falegname, era interessato alla semina, alla vita dei pastori, alle sofferenza dei malati, al dolore di chi aveva lutto in casa, alle gioie di una festa di nozze, ai vari momenti della vita dei suoi contemporanei.
Il mistero della salvezza da comunicare agli uomini, prima che un annuncio nello Spirito, prima ancora che una manifestazione di potenza, prima che un insegnamento o una diatriba con i farisei, prima che una manifestazione gloriosa, è stato un incarnarsi, un condividere, un amare, un servire.
Prima di tutto Gesù ha guarito i malati, ha evangelizzato i poveri, ha proclamato le beatitudini per gli ultimi, si è preoccupato dei cuori da risanare, ha accolto e perdonato i peccatori, ha moltiplicato i pani e i pesci, ha lavato i piedi ai discepoli, ha lasciato se stesso nel suo corpo e nel suo sangue nella celebrazione di una cena.

