Quando il profeta Eliseo si rese conto che il suo maestro Elia stava per morire, gli domandò la grazia di avere due terzi del suo stesso spirito; ma ciò era possibile solo a condizione di assistere al momento in cui Elia sarebbe stato rapito lontano da lui (2Re 2,9-10)… Questa storia è stata scritta per noi. Dobbiamo essere vigilanti e attenti all’opera della salvezza che sta operandosi in noi, perché con mirabile finezza e con la delicatezza di un’artista divino il Santo Spirito compie continuamente questa opera nel più intimo del nostro essere. Se vogliamo possedere quello spirito che aveva Eliseo, non ci sia mai tolta senza che ce ne accorgiamo questa unzione che ci insegna tutto, e non ci colga mai all’improvviso la sua venuta. Invece occorre tener lo sguardo sempre in agguato e il cuore spalancato per ricevere questa benedizione generosa del Signore. In quali stati d’animo vuole trovarci lo Spirito? “Siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze”. Non torna mai a mani vuote dalla mensa celeste e da tutte le gioie che essa prodiga.

Occorre dunque vegliare e pregare in ogni momento, perché non sappiamo a che ora lo Spirito verrà, né a che ora andrà via di nuovo. Lo Spirito viene e va (Gv 3, 81); se stiamo in piedi grazie a lui, quando si ritira, cadiamo inevitabilmente, ma senza spezzarci, perché il Signore ci trattiene con la sua mano. E lo Spirito non cessa di fare vivere questa alternanza di presenza e di assenza a quelli che sono spirituali, o piuttosto a quelli che vuole rendere spirituali. Per questo li visita all’alba, poi improvvisamente li mette alla prova.

San Bernardo