Papa Benedetto XVI, alla recita dell’Angelus, ci ha ricordato che la Quaresima è un momento propizio per rafforzare il nostro rapporto con Dio . Nella prima domenica di Quaresima, il Vangelo di Marco ci ha raccontato che Gesù, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista, subisce la tentazione nel deserto dove «rimase quaranta giorni, tentato da Satana». Importante quindi comprendere i «diversi significati» di deserto. Il Papa ha ricordato che «può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il “luogo” della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte». Ma al contempo «può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo», come nel caso del popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana:lì «si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio». Proprio come il Signore che – ha spiegato Benedetto XVI, citando San Leone Magno – «ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio».

Benedetto XVI