Potrebbe sembrare poco rispettoso rivolgersi così alla Santissima Trinità, ma di fatto la vita di Dio non è mai una somma, o una sottrazione ma sempre una moltiplicazione. Vivere “per” qualcuno significa moltiplicare la gioia, moltiplicare la vita, moltiplicare il senso. Quando uno vive “sommando” la propria esistenza all’altro prima o poi vivrà il dramma della “sottrazione” dell’altro. Ugualmente se vive “sottraendo” felicità e vita agli altri, prima o poi paga questa usurpazione, che è l’usurpazione dell’egoismo. Dio ci insegna a investire. Dio ci insegna a rischiare la nostra vita “per” qualcosa. La solitudine non è la perfezione. L’autosufficienza non è la perfezione. La perfezione è la precarietà di rischiare continuamente di vivere in “comunione” con gli altri, pagando a volte a caro prezzo questa “comunione”. Gesù ci insegna questo: “Non c’è amore più grande di questo: DARE la vita per i propri amici”.

