Povertà, castità e obbedienza: i tre classici impegni di vita evangelica, che diventano voti per i religiosi, ad un’analisi superficiale sembrano essere appannaggio di pochi, un privilegio o un’autocondanna, una soluzione di comodo oppure un onere di facciata. Per qualcuno, povertà fa rima con disgrazia, castità con castrazione, obbedienza con debolezza.
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